Sembra non volersi mai chiudere per l’Hellas Verona la parentesi in Lega Pro meglio conosciuta come serie C. Dopo la retrocessione rimediata ai play-out contro La Spezia nella stagione 2006-07 una tremenda maledizione pare aver colpito questa storica società ormai da troppi anni in categorie che non le competono. La serie A ormai è un miraggio visto che sono passati praticamente 10 anni dai bei tempi nella più famosa competizione, la serie B un difficilissimo traguardo causa le mille incognite, volta faccia, occasioni mancate, false promesse e sfortune che si sono susseguite in questi anni.
La permanenza in Lega Pro pesa tantissimo alla società, una società finalmente sana e seria ma incapace di trovare le persone umili e professionali per poter fare il salto di qualità. Il primo anno il povero Verona si è ritrovato a un passo dalla serie C2 ma qualcuno lassù fortunatamente ha voluto salvargli la pelle, il secondo anno settimi in classifica ma senza partecipare ai play-off. La stagione appena terminata doveva essere quella della rinascita, della tanto attesa risalita alla massima serie consapevoli che non si potesse fare in pochi anni ma che almeno si riuscisse a creare un progetto solido e ben delineato in grado di accontentare tutti soprattutto i tantissimi tifosi costretti da troppi anni a patire le pene dell’inferno.
Non c’è nulla di impossibile in tutto questo, il calcio è imprevedibile si sa ma nulla è impossibile. Favola Chievo a parte la storia del calcio italiano anche degli ultimi anni lo dimostra. Il Napoli fallito nel 2004 viene iscritto in serie C dove passa due stagioni, la prima raggiungendo i playoff ma uscendone sconfitto e la seconda agguantando la promozione diretta. Da li in poi è stato un successo dietro l’altro; promozione diretta in serie A dove ha disputato già ben tre campionati di tutto rispetto.
La Juventus sommersa dalle polemiche e dagli scandali si è ritrovata in serie B ma è riuscita a reagire immediatamente ritrovandosi di nuovo in serie A prima al terzo posto e poi al secondo. Altro caso da ricordare è il Genoa, retrocesso prima in serie C1, poi ripescato in B, di nuovo in serie C dove vince i play-off contro il Monza, si aggiudica la serie B dove permane per un solo anno. Ora sono già 3 anni che vive grandi emozioni in serie A insieme alla storica rivale Sampdoria. Ultimo caso preso in esame e forse quello che sta più a cuore ai tifosi gialloblù visto il gemellaggio che li lega la Fiorentina; fallita nel 2002 riparte dalla C2, bypassa la C1 per meriti sportivi, si ritrova in serie B, vince lo spareggio con il Perugia e dopo quindi solo due anni si ritrova a giocare con le grandi.
Le società appena citate hanno tutte una loro storia, hanno scritto pagine e pagine di calcio italiano ed è giusto che continuino a farlo. Non dimentichiamoci mai però che la stessa cosa lo ha fatto anche l’Hellas. Quest’anno in città si sono festeggiati i 25 anni dallo scudetto con numerose iniziative per non dimenticare quella grande impresa, quale altro modo se non la promozione in serie B poteva ricordare vagamente quelle forti emozioni ai tifosi. E invece no, tutto gira per il verso storto, tutti pare remino contro il Verona. Martinelli approdato nella città scaligera aveva riportato entusiasmo e speranze per il futuro gialloblù. Non raggiunto l’obiettivo gli animi sono tornati ad affievolirsi, le polemiche sono all’ordine del giorno ma tutti quanti lo sostengono, nonostante tutto lui l’anima, i soldi, la passione, la pazienza e la professionalità li ha dimostrati e messi a disposizione della città.
Per il quarto anno di fila quindi non resta che rimboccarsi le maniche di nuovo, ripartire da questa società per proseguire il progetto stilato l’anno scorso in cui si dichiarava il raggiungimento della serie B nel giro di due anni. Un anno è finito in archivio, ne resta un altro però per centrare l’obiettivo.
L’augurio è quello di lasciarsi alle spalle questo fallimento il prima possibile, individuare un direttore sportivo, un allenatore e perché no un preparatore atletico in grado di risollevare i giocatori, vendere coloro troppo onerosi e che rendono comunque poco e riconfermare invece quelli che hanno dimostrato attaccamento ai colori gialloblù.
L’idea di rivoluzione all’interno della rosa non porta benefici, bisogna ripartire da un gruppo solido che ormai si conosce fuori e dentro il campo introducendo 3-4 innesti validi e di esperienza soprattutto nel reparto offensivo visto i pochissimi goal siglati dagli attaccanti di questa stagione. Solo così si può tornare a essere competitivi e a ricominciare a costruire qualcosa d’importante. Una certezza per la prossima stagione c’è già, si chiama CURVA SUD … eccezionale dimostrazione di affetto per i colori e per la storia di questa gloriosa squadra affamata di vittoria.

Sezione: Hanno detto... / Data: Mer 16 giugno 2010 alle 02:14
Autore: Nicola Clementi
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